Libri italiani in biblioteca ad Amburgo!

Sapevate che ad Amburgo c’è la possibilità di leggere in italiano senza spendere capitali in ordini online o riempire le valigie di acquisti compulsivi di ritorno da ogni trasferta nel Belpaese?

Il primo di questi luoghi (degli altri ne parleremo prossimamente) è costituto dal sistema bibliotecario della città di Amburgo (Bücherhallen), che è suddiviso sul territorio in frequentatissimi punti di prestito e incontro in ogni quartiere e che fa capo all’enorme edificio della biblioteca centrale in Hühnerpost, a fianco della stazione centrale (qui il link alla versione del sito in tedesco facilitato).

Sculture “Mann und Frau” di Stephan Balkenhol all’ingresso all’edificio della Biblioteca centrale – ph @slvferioli

Forte della sua vocazione cosmopolita, dovuta alle attività commerciali e portuali antiche quanto la storia della città stessa, la biblioteca è diventata un punto di incontro per praticare il tedesco e altre lingue in tandem o in gruppo, partecipare a incontri, dibattiti e mostre, prendere in prestito o leggere periodici, spartiti musicali, prodotti multimediali… non solo in tedesco, ma anche nelle principali lingue parlate al mondo, tra cui l’italiano!

KiBi – la biblioteca dei bambini ad Amburgo

All’interno di questo meraviglioso microcosmo, vera e propria biblioteca nella biblioteca, c’è la KiBi, dedicata interamente ai bambini.

Qui, in una grande area suddivisa tra le tante lingue del mondo, è allestito anche uno scaffale dedicato all’italiano con una ristretta rosa di titoli (saranno circa un centinaio) ma tutti di ottima qualità e alcuni anche di recentissima pubblicazione.

Albi illustrati in italiano al momento disponibili alla KiBi – ph@slvferioli

È  possibile gustare le rime della versione italiana del Gruffalò e confrontarle con quelle della versione originale o con quella tedesca, perdersi tra le immagini grafiche e efficaci dei silent di Iela Mari o tra le pagine di Piccolo giallo, piccolo blu di Leo Lionni.

Noi abbiamo trovato Il Disastrosissimo disastro di Harold Snipperspot che abbiamo letto a novembre per Storie in Valigia (qui il resoconto) e un delicatissimo Telefonata con il pesce di Silvia Vecchini e Sualzo, che prima o poi proporremo nelle nostre letture animate.

Per i più grandi sono disponibili le versioni in italiano dei volumi di Harry Potter e la fantastica Trilogia dei fiumi di Davide Morosinotto, che vi consiglio caldamente.

Alcuni dei libri in italiano per bambini al momento disponibili alla kiBi – ph@francescaalnord

Ma la KiBi non si riduce “solo” a qualche migliaio di titoli di saggistica, albi illustrati, racconti, fumetti, cartonati per la fascia 0-3 anni…

In questo luogo vengono organizzati assiduamente letture, incontri, laboratori, campus dedicati a tutte le fasce d’età nei differenti spazi appositi (dall’ “anfiteatro”, al laboratorio, all’angolo morbido con annesso parcheggio per i passeggini e zona merenda) ed è possibile anche giocare in gruppo a giochi da tavolo o portarli a casa in prestito, assieme ad audiolibri, cd e dvd (di questi ultimi per alcuni è presente anche la versione in italiano).

Prestito e servizi online delle Bücherhallen

Il servizio online, così come il noleggio di e-book direttamente scaricabili da casa sull’e-reader, è efficientissimo e si può verificare comodamente da casa la disponibilità di un determinato titolo ed eventualmente prenotarlo. Inoltre per la restituzione dei libri non è necessario tornare nella biblioteca d’origine, si possono restituire in qualunque altra sede di Amburgo senza costi aggiuntivi.

A differenza dell’Italia, l’associazione al sistema bibliotecario prevede il pagamento di una quota annuale, che varia a seconda del numero di media che è possibile prendere in prestito in un’unica soluzione e dell’età anagrafica e condizione dell’utente (qui le tariffe, sempre nella versione in tedesco facilitato).

L’accesso e la consultazione dei media negli spazi della biblioteca rimangono naturalmente liberi e gratuiti. 

La tessera associativa annuale per i bambini fino a 8 anni costa 5€ l’anno (3€ se si paga con RID bancario a rinnovo automatico), per la fascia 9-17anni sono 8€ l’anno (5€ con RID bancario) e consente il prestito di 30 media, 3/5 dvd e 3/5 giochi per console a volta, e soprattutto selezionati per età anagrafica dell’intestatario.

Questo servizio è uno strumento fondamentale per lasciare i bambini liberi di autogestirsi nella scelta di quanto e cosa leggere, con un occhio di riguardo alla sicurezza dei contenuti in base all’età e allo sviluppo.

Insomma, vale la pena di farci un salto e associarsi al prestito… oltretutto più libri in italiano prendiamo in prestito tutti assieme, più ne verranno acquistati!

Laboratori per bambini – cinema d’animazione a Amburgo

Il laboratorio di cinema d’animazione in italiano di Eleonora Lambo è diventato un appuntamento importante per i bambini di Amburgo, non solo per le caratteristiche del laboratorio che attraverso la magia dell’animazione permette ad oggetti, storie e personaggi di prendere vita, ma anche per la possibilità di lavorare in italiano. Raccontano storie in italiano mantenendo attiva la lingua e confrontandosi con altri bambini che, come loro, sono figli di due culture che si sono incontrate e che continuano ad incontrarsi. Lavorare in italiano permette inoltre ai bambini di conoscere autori come Mario Lodi o Gianni Rodari o autori tedeschi tradotti in italiano. Questo li aiuta a sviluppare la capacità di raccontare nella lingua ereditata dai loro genitori e di interpretare i testi in due lingue.

Intervista a Eleonora Lambo sui laboratori di cinema d’animazione

Come inizia un laboratorio? Dai tu un tema, prepari del materiale?

Ogni laboratorio è diverso; prima di cominciare un laboratorio valuto sempre l’età dei bambini e il contesto in cui si svolgerà. Il tema lo decido in base a quello che voglio comunicare per quella specifica esperienza – con l’animazione si può fare tutto. Le sceneggiature dei nostri corti possono essere tratte da un racconto o da un libro, possono essere filastrocche o argomenti trattati con i bambini. A volte sono gli stessi bambini a scrivere la storia. In ogni caso si lavora a vari livelli, proprio come nel cinema: prima di passare all’animazione vera e propria bisogna costruire il racconto, il set, i personaggi e gli oggetti da animare.

Che materiali proponi nei tuoi laboratori?

 Il materiale lo preparo io, mi piace che i bambini lavorino con diversi tipi di materiali essendo il laboratorio anche un’esperienza sensoriale. Mi piace che i bambini sperimentino con la carta e con materiali da riciclo da poter modellare e trasformare in qualcosa di vivo e animato.

Prima di iniziare a lavorare col materiale scrivete una storia o la storia nasce lavorando?

Dipende. A volte la storia viene scritta dai bambini e questo ci permette di lavorare sulla scrittura in modo più approfondito, altre volte lavoriamo su un testo già pronto e quindi viene data maggiore attenzione alla lettura e alla rielaborazione del testo. Ogni workshop è un mondo a sé, e la metodologia di lavoro varia molto.

I bambini possono partecipare a tutte le fasi di lavorazione?

Quasi a tutte. Io mi occupo della preparazione e poi della postproduzione e del montaggio, quello devo farlo necessariamente da sola.

Qual è la fase di lavorazione in cui i bambini si divertono di più?

Ogni bambino ha una predilezione: c’è il bambino a cui piace animare, quello che adora fare le foto, quello che preferisce ritagliare o creare nuovi personaggi, c’è a chi piace preparare gli sfondi. Posso però dire che la parte di ricerca sonora è quella in cui in generale tutti i bambini si divertono di più.

Quanto dura un laboratorio?

Dipende dal tipo di workshop: se si tratta di un progetto scolastico può durare anche dei mesi, se si tratta di un’esperienza fuori dalla scuola anche solo un incontro.

I bambini bilingue come interagiscono durante il laboratorio? Hanno difficoltà o remore a comunicare in italiano?

Non credo che i bambini abbiano grosse difficoltà.  Durante il laboratorio riescono a cambiare modalità linguistica velocemente. Se lavoriamo in italiano i bambini interagiscono sia con me che tra di loro in italiano. Certo, non è automatico, ma se la modalità lavorativa è impostata sull’italiano e sull’utilizzo dell’italiano per apprendere, i bambini nel giro di qualche minuto si connettono in automatico a quella modalità.

Qual è la reazione dei piccoli artisti quando vedono il video finito?

Di estrema gioia e stupore. Hanno creato qualcosa da zero, qualcosa che si muove e che è destinato a rimanere nel tempo, qualcosa che possono mandare ai parenti o ai nonni in Italia e che li collega attraverso il web a degli affetti lontani. Faccio questo lavoro da 9 anni e alcuni dei bambini con cui ho iniziato sono oggi dei ragazzi di 18 o 19 anni che riguardano il loro film associandolo ad un’esperienza positiva e gioiosa della loro infanzia. Questo è quello che resta e che conta davvero tanto per me, averli aiutati a sviluppare la loro creatività.

Raccontaci un episodio particolarmente significativo o divertente legato a un laboratorio di cinema d’animazione.

Più che un episodio è una situazione in cui mi ritrovo spesso. Se un bambino o una bambina ripete più volte il laboratorio gli chiedo di prendere in mano le redini e di spiegare agli altri come funziona. Gli do insomma il ruolo di regista in piena autonomia. Questo li gratifica ed è molto bello vedere come si impegnano nello spiegare agli altri bambini come funziona il laboratorio.

Eleonora Lambo

Dal 2006 si occupa di video e dell’utilizzo dell’arte digitale nella didattica e nei progetti sociali a supporto della pedagogia e della psicologia. Ha una laurea magistrale in Storia dell’Arte Contemporanea conseguita a Pisa, dal 2007 al 2009 ha vissuto a Barcellona studiando presso l’Universitat de Barcelona e lavorando al MACBA (Museo d’arte contemporanea di Barcellona) dove ha approfondito lo studio dell’arte contemporanea e digitale. Nel 2012 in Italia ha frequentato il master di secondo livello in animazione digitale Ani * mas, Accademia di Belle Arti di Palermo coordinato dalla professoressa e artista Nelida Mendoza. Qui ha avuto modo di conoscere e avere come docenti animatori di levatura mondiale come: Izabela Plucinska, Yann Jouette, Gil Alkabez, Michele Bernardi. Collabora con l’Associazione Ottomani di Bologna guidata da Andrea Martignoni e Roberto Paganelli, una delle prime associazioni italiane ad occuparsi di laboratori di cinema di animazione, e ha partecipato a diversi festival di cinema di animazione tra cui: Stuttgarter Filmwinter, Stuttgart Stadtteilschule, Animaphix International Animated Festival, Palermo, MDF Šibenik – Croazia. Diverse le collaborazioni conl’Istituto italiano di cultura di Amburgo, l’Ambasciata italiana di Berlino e la scuola bilingue italo-tedesca di Amburgo “Grundschule Döhrnstraße”, dove attualmente lavora.

Vincitrice nel 2018 del Concorso video “La mia Europa” indetto dall’Ambasciata tedesca a Roma e dal quotidiano La Repubblica.
Secondo posto al Concorso Eurasia Wings – 3R Art: “Ridurre, riciclare, riutilizzare” 2012 con il video di animazione ERAT.Primo posto al Premio “Federico II e il Sogno Europeo 2014” di Enna.

Per contattare Eleonora: fixsix.animazione@gmail.com
https://fixsixanimation.jimdofree.com

Videolettura su YouTube

Durante questi mesi di distanziamento e lontananza ci siamo date da fare e abbiamo preso confidenza prima con gli incontri virtuali su Zoom e ora addirittura YouTube. Abbiamo creato un canale di Storie in Valigia su cui caricare contenuti audiovisivi relativi alle nostre letture animate.
Lo inauguriamo con la nostra prima lettura con Kamishibai del meraviglioso albo illustrato “Il mio colore”, di Fuad Aziz, ed. Artebambini (www.artebambini.it).
Grazie alla gentile concessione dell’editore siamo autorizzate a pubblicare il video per un periodo di tempo limitato, data l’eccezionalità della situazione. Dunque la lettura sarà visibile solo per alcune settimane…
Non perdetevela e fateci sapere se vi è piaciuta!

Le fotografie nella parte iniziale del video sono state scattate fra settembre 2019 e febbraio 2020 all’Istituto di cultura di Amburgo.

Videoletture in valigia

Anche le Storie in valigia hanno testato la prima lettura in videoconferenza!

A inizio febbraio ci eravamo lasciati all’Istituto Italiano di Cultura con un grande abbraccio e la promessa di rivederci il mese dopo.
Purtroppo, a causa del Covid-19, le nostre abitudini quotidiane e i nostri progetti sono cambiati dall’oggi al domani e non ci è stato possibile mantenere la promessa.
Lo sconvolgimento del ritmo della giornata, la chiusura delle scuole e la didattica a distanza, lo smart working di praticamente tutti i componenti delle nostre due famiglie, hanno fatto sì che il nostro impegno a trovare soluzioni alternative per far incontrare Storie in Valigia con i bimbi italoamburghesi – scegliere le letture, testarle, trovare un modo per far provare Silvia e Francesca, fisicamente rinchiuse in case diverse a km di distanza – si sia protratto per un mesetto buono. Ma non abbiamo mai smesso un attimo di pensare ai “nostri” piccoli frequentatori delle letture.

Con un po’ di emozione e tanta incertezza ci siamo avventurate in questo esperimento digitale e a fine aprile abbiamo letto Il mio colore di Fuad Aziz edito da Artebambini ai nostri piccoli amburghesi (e questa volta anche a qualche viaggiatore collegato da lontano). Per noi è stato un successo, anche perché si trattava di un doppio esperimento: la prima videolettura e il primo Kamishibai! Adesso stiamo riordinando le idee e ci prepariamo ad andare avanti in digitale …ma non vediamo l’ora di riprendere le letture in presenza!

Crescere bilingui – la lettura

Strumenti per favorire il bilinguismo nei bambini

La lettura a voce alta per i bambini è un’attività fantastica sotto molti punti di vista: rafforza il rapporto con l’adulto, allena la concentrazione, amplia il vocabolario, offre occasione di scambio sui temi più diversi – giusto per citare una manciata di aspetti positivi.
Nel caso dei bambini che crescono con due lingue, i vantaggi aumentano.
Se nella routine quotidiana può essere difficile praticare entrambe le lingue, è però sempre possibile ritagliarsi uno spazio per la lettura condivisa, che può diventare un rituale giornaliero non solo per leggere, ma anche per coccolarsi, parlare degli avvenimenti della giornata e dei temi suggeriti dal libro di turno – tutto in italiano. Il momento migliore sicuramente è la sera, così la lettura diventa un rituale di relax e di vicinanza per chiudere la giornata. Ciò non toglie che si possa leggere in qualunque momento e in qualunque luogo: nei grigi pomeriggi invernali, nelle giornate estive tanto calde da non poter uscire, al parco, in spiaggia, in metropolitana o nella sala d’attesa del pediatra. Basta avere sempre in borsa un libro in italiano.

Cosa leggere?
In linea di massima va bene tutto quello che può piacere al bambino, poi naturalmente ci sono i libri davvero “belli”, che hanno un valore aggiunto.
Vediamo qualche tipologia di libro.

Silent book
Sono libri di sole immagini e per questo hanno il vantaggio di poter essere “letti” in qualunque lingua.
Fra i silent book più popolari in Germania ci sono i famosi Wimmelbuch, libri con illustrazioni che letteralmente pullulano (wimmeln) di personaggi, oggetti, animali e situazioni. Questo tipo di silent book può essere utilizzato descrivendo le immagini, inventandoci sopra una storia oppure giocando a individuare particolari oggetti o personaggi (vediamo se riesci a trovare l’uccellino nero, prova a cercare il vasetto di marmellata ecc.).
Ci sono anche silent book che raccontano una vera e propria storia a cui i lettori posso aggiungere le parole.
Questo tipo di libro stimola la “lettura delle immagini” e l’invenzione di storie, quindi è uno strumento utile anche per favorire la produzione orale del bambino: può essere lui stesso a raccontare la storia – in italiano, s’intende.

Albi illustrati
Sono adatti soprattutto ai bambini della scuola dell’infanzia e dei primi anni di primaria, tuttavia ce ne sono di godibilissimi anche dai più grandi. I testi sono relativamente brevi e quindi possono essere letti in una volta sola. Le illustrazioni – sempre numerose – facilitano la comprensione della storia e tengono alta la concentrazione anche nei più piccoli.
Spesso i bambini “si affezionano” a un albo illustrato e vogliono riascoltare la storia più e più volte e osservare spesso i disegni – un’occasione fantastica per memorizzare le parole del testo e per osservare insieme le immagini e parlare della storia.
Alcuni albi illustrati sono dei veri e propri best-seller internazionali e si trovano in varie lingue, quindi è anche possibile acquistarne (o prenderne in biblioteca) una versione tedesca e una italiana, alternandone la lettura.

Libri bilingui
Sono libri con i testi delle due lingue a fronte, pensati soprattutto per famiglie bilingui o per famiglie che vivono in un Paese dove si parla un idioma diverso dalla lingua madre. Si tratta principalmente di albi illustrati, ma ci sono anche libri prime letture, saggistica per bambini, cartonati e altro.
I libri bilingui offrono molti vantaggi: si possono leggere con entrambi i genitori e anche con i nonni e con tutto il resto della famiglia; quando il bambino inizia ad andare a scuola li può leggere da solo in tutte e due le lingue; aiutano a sviluppare parallelamente le conoscenze linguistiche e a mettere a confronto le lingue. L’elenco degli ottimi motivi potrebbe continuare a lungo.
Nell’editoria tedesca negli ultimi anni si sono affermate delle piccole case editrici specializzate il libri bilingui, alcune hanno in programma anche l’italiano. Fra le più attive ci sono Edition Bi:libri e Talisa Verlag.

Romanzi per ragazzi
Quando i bambini si abituano all’ascolto di storie più lunghe – spesso nei primi anni della scuola primaria – si può iniziare a scoprire il mondo dei romanzi per ragazzi. Sono letture più impegnative, che presuppongono un buon vocabolario italiano e non hanno il supporto delle illustrazioni. Sono una sfida, ma anche una fonte ricchissima di parole ed espressioni sconosciute, di temi e mondi nuovi. Si possono scegliere i classici da Piccole donne a Gianni Rodari, la fantastica saga di Harry Potter, autori italiani contemporanei come Roberto Piumini e Bianca Pitzorno, i classici tedeschi di Michael Ende e Otfried Preußler, la grande letteratura scandinava di Astrid Lindgren o il meraviglioso Roald Dahl. E poi ci sono i nuovi e già amatissimi autori italiani come Davide Morosinotto, Tommaso Percivale, Pierdomenico Baccalario e tanti altri.
Di romanzi per ragazzi capaci di tenere il lettore incollato al libro ce ne sono tanti e alcuni hanno anche una versione cinematografica – da guardare rigorosamente in italiano, dopo aver letto il libro.

Articolo di Francesca Parenti | aprile 2020
Pubblicato la prima volta sulla rivista online Il Deutsch-Italia

Crescere bilingui – motivazione e contatto con la lingua

Come favorire il bilinguismo nei bambini
È senz’altro vero che i bambini imparano con facilità e che, esposti a due lingue fin dall’infanzia, le assimilano entrambe. Tuttavia è anche vero che l’apprendimento dipende dal grado di esposizione alle due lingue: più sentono una lingua e più interagiscono con essa, maggiore e migliore ne sarà l’apprendimento.
Quindi sicuramente non guasta dare qualche “aiutino”. Vediamo allora come possiamo aiutare i nostri figli a crescere bilingui e a coltivare anche quella delle due lingue che rimane più “debole”.

La motivazione
Per usare una lingua – come per fare tante altre cose – i bambini hanno bisogno di un motivo forte, hanno bisogno di avere la sensazione di poter “fare” qualcosa usando quella lingua, di poter raggiungere un obiettivo che usando l’altra lingua non raggiungerebbero. Ad esempio giocare a nascondino con un cuginetto in Italia, imparare a costruire una fionda insieme al nonno, preparare la crostata insieme alla nonna, ma anche ascoltare la lettura di un libro che c’è “solo” in italiano (quantomeno qui in casa nostra e in questo momento). Gli adulti di motivazioni ne vedono ben altre pensando alla scuola e al mondo del lavoro, ma per i bambini la prospettiva di lavorare in un’azienda di import-export non è molto convincente: meglio concentrarci sul loro mondo e sul presente.
La neurodidattica ha scoperto già da tempo che una delle motivazioni migliori per imparare è il divertimento – sia per gli adulti che per i bambini. Semplificando si potrebbe dire che quando ci divertiamo il cervello è più disposto a lasciar passare informazioni e a memorizzarle (per chi insegna lingue è illuminante il libro di Marion Grein Neurodidaktik – Grundlagen für Sprachlehrende, edito da Hueber; illuminanti e molto divertenti sono anche i suoi seminari di neurodidattica – divertenti, appunto per imparare meglio).
Dunque per favorire l’apprendimento è bene creare situazioni in cui i bambini si sentono a proprio agio, in cui l’atmosfera è rilassata e ci si diverte insieme. Al contrario è sconsigliabile forzarli o imporgli di parlare italiano quando non vogliono: si rischia di creare un’atmosfera tesa e di metterli sotto pressione; e quindi di nuocere all’apprendimento causando l’associazione dell’italiano a qualcosa di negativo.
Inoltre ai bambini, in generale, piace essere come gli altri e in alcuni casi la consapevolezza di parlare un’altra lingua può farli sentire “diversi” e portarli al rifiuto. Per questo è importante mostrargli che non sono gli unici, che a scuola e fra gli amici ci sono altri bambini che parlano più lingue, e che anche molti degli adulti che li circondano sono bilingui – a partire dai genitori, ma forse anche qualche maestra, l’allenatore di calcio o l’insegnante di pianoforte. Questo li può aiutare a trovare dei modelli a cui ispirarsi e a sentirsi parte di un gruppo.

Il contatto con la lingua e la cultura
È fondamentale stabilire un rapporto positivo con entrambe le lingue e le culture, valorizzandone le particolarità e anche le differenze. Creare dei momenti d’incontro con altri bambini italiani può far nascere delle amicizie e – indipendentemente dal fatto che i bambini fra loro parlino italiano – contribuire ad associare l’essere italiano a un sentimento forte e positivo come l’amicizia. Anche frequentare manifestazioni, mostre e feste che hanno a che fare con l’Italia aiuta i bambini a scoprirne la cultura e offre ai genitori lo spunto per parlare con loro di temi di cui altrimenti non si sarebbe discusso – una mostra su Leonardo da Vinci, la rappresentazione teatrale di Pinocchio, un concerto di musica italiana.
Abitare in una grande città è sicuramente un vantaggio da questo punto di vista: ci sono più manifestazioni  culturali, più occasioni di incontrare italiani, e molte grandi e medie città hanno un istituto italiano di cultura o un centro di cultura italiana a cui poter fare riferimento. Chi vive nei piccoli centri deve faticare un po’ di più per creare delle occasioni di vivere la lingua e la cultura italiane fuori casa. In questo un prezioso aiuto può essere offerto dai social network, grazie ai quali si può entrare in contatto con altri italiani che abitano nelle vicinanze e organizzare privatamente degli incontri. Negli ultimi anni in particolare su facebook sono nati molti gruppi dedicati alle famiglie italiane con bambini residenti in Germania e attraverso di essi molti genitori hanno organizzato autonomamente gruppi di gioco per i propri figli, o incontri per parlare e fare altre attività in italiano, dallo sport alla cucina, dalla visita di musei alla lettura.

Articolo di Francesca Parenti | aprile 2020
Pubblicato la prima volta sulla rivista online Il Deutsch-Italia

I pirati di Lubecca – libri bilingui illustrati scritti dai bambini per i bambini e scaricabili gratuitamente

Un gruppo di bambini inventa una storia fantastica, poi la scrive e la disegna. Professionisti e amanti della scrittura la traducono nelle loro lingue e la storia arriva in Paesi vicini e lontani – fra i deserti dell’Africa, sulle montagne del Sudamerica, fra le foreste dell’Asia e proprio qui, dietro l’angolo.

Bilingual picturebooks è un progetto nato nel 2013 all’interno dell’associazione Bücherpiraten e.V. di Lubecca. Lo scopo dell’associazione – cha ha sede in uno splendido palazzo nel centro storico di Lubecca – è diffondere la lettura e la letteratura fra i bambini e i ragazzi. Lo fa con un’attività instancabile e inesauribile di gruppi di scrittura, di lettura e di gioco, festival di letteratura, workshop di teatro e di registrazione di audiolibri, mostre, letture, incontri con gli autori, e molto altro.

I libri illustrati bilingui hanno il doppio effetto di promuovere la lettura e la scrittura fra i bambini che li scrivono e fra quelli che li leggono. I Bücherpiraten organizzano periodicamente gruppi di bambini – ad esempio come campi scuola durante le vacanze – che in una settimana producono un albo illustrato. Il gruppo viene guidato da un pedagogo che dà ai ragazzi delle coordinate in cui muoversi e accompagna il lavoro creativo. Si sceglie il tema, si definiscono i personaggi e le azioni, poi ogni ragazzo scrive una pagina della storia e la illustra con una tecnica prestabilita. A lavoro finito i piccoli autori possono tenere in mano con orgoglio il proprio libro.
A questo punto inizia la seconda parte del progetto: i testi scritti dai ragazzi vengono affidati a traduttori e revisori, professionali o volontari, per la traduzione nelle lingue più diverse – dall’inglese all’arabo, dal cinese al lituano, dal tigrino all’italiano. I libri con le rispettive traduzioni vengono caricati sul sito internet dell’associazione e messi a disposizione per essere scaricati gratuitamente. È anche possibile scegliere diversi formati, dalla stampa fronte-retro alla rilegatura in alto per consentire di farne dei veri e propri libri da adattare alle diverse esigenze. Una delle particolarità del progetto è che il download dei libri è sempre in versione bilingue e che la combinazione linguistica può essere scelta fra tutte quelle disponibili. In questo modo è possibile costruirsi un libro adatto alle proprie necessità e al proprio bilinguismo. Quindi i lettori italiani che desiderano scaricare i libri potranno affiancare al testo italiano la versione tedesca oppure un’altra versione fra quelle offerte.
Questo progetto è nato dal desiderio di mettere a disposizione di ogni bambino un libro illustrato nella propria lingua, includendo anche quei bambini che parlano lingue di bassa diffusione nelle quali non si pubblicano (o si pubblicano pochi) libri per l’infanzia, e coloro che per mancanza di mezzi finanziari o logistici non hanno accesso alla letteratura per bambini.
Il sito raccoglie ormai una dozzina di titoli fantasiosi e divertenti a disposizione di chi li vuole scaricare, e periodicamente si aggiungono nuovi progetti.
Il primo libro pubblicato all’interno del progetto Bilingual Picturebooks è Schokokuchen auf Hawai (Torta al cioccolato alle Hawai) scaricabile in tedesco, inglese, spagnolo, russo, francese, italiano,  arabo, cinese, frisone, albanese,  sloveno, siswati, estone, danese, tigrino, lingua basso-tedesca, alto alemanno, dialetto bernese, finlandese, ucraino, portoghese, svedese, dari, lettone, croato, slovacco, polacco, farsi, catalano, greco, olandese, serbo, armeno, ceco, rumeno e turco. 

Il progetto è finanziato da diverse fondazioni e dalle donazioni di associazioni e persone private; ne è ambasciatrice la celebre autrice di libri per ragazzi Kirsten Boie.

Jedes Kind muss lesen lernen – Ogni bambino deve imparare a leggere

Secondo i risultati dello studio internazionale IGLU del 2016, in Germania quasi un quinto dei bambini che hanno concluso la scuola primaria non è in grado di leggere un testo comprendendone il significato. Si tratta del fenomeno definito analfabetismo funzionale.
In risposta a questi dati e alle conseguenze che comportano, Kirsten Boie, celebre scrittrice di libri per bambini e ragazzi, con il sostegno di un gruppo di personalità amburghesi, ha dato il via all’iniziativaJedes Kind muss lesen lernen” (ogni bambino deve imparare a leggere).  Si tratta di una petizione che chiede alla politica interventi concreti per promuovere la lettura all’interno della scuola e sostenere i bambini che hanno difficoltà. “Chi, alla conclusione della scuola primaria, non è in grado di leggere comprendendo il testo non imparerà a farlo nella scuola secondaria. A quel punto, infatti, la capacità di leggere viene considerata come presupposto acquisito” si legge nella petizione.

Ma davvero leggere è ancora così importante? Veramente una volta usciti da scuola abbiamo bisogno di leggere? Al giorno d’oggi grazie a Siri, Alexa e alle funzioni di lettura e dettatura automatica si può gestire uno smartphone, farsi leggere un testo online, persino scrivere.
Proprio in questi giorni è uscito un libricino di Kirsten Boie, Das Lesen und ich, edito da Oetinger, che oltre ad essere una dichiarazione d’amore per la lettura e a ripercorrere il rapporto che la scrittrice aveva da bambina con i libri, ci spiega perché la lettura continua ad essere fondamentale.
“La lettura è ancora oggi la base per tutto il resto: per prendere la patente, per affrontare un corso di formazione professionale […]. La lettura è la cruna dell’ago per accedere alla società” ed è fondamentale per la democrazia. E poi la lettura sviluppa la fantasia e l’intelligenza, ci rende più empatici, ci permette di vivere mille avventure e di sperimentare mille vite comodamente seduti al sicuro sul nostro divano; i libri consolano e divertono, sono compagni discreti e poco invadenti, ma sempre pronti ad accoglierci rispettando i nostri tempi.
Affinché anche i bambini delle nuove generazioni abbiano la possibilità di vivere queste esperienze devono innanzi tutto imparare a leggere, crearsi la propria cassetta degli attrezzi, e poi potranno godere della lettura e volare fra le pagine di un libro.

Si può sostenere il progetto sottoscrivendo la petizione: https://www.change.org/p/jedes-kind-muss-lesen-lernen

Le citazioni sono tratte da: Kirsten Boie, Das Lesen und ich, Verlag Friedrich Oetinger, 2019

Di cararote e fussini: la normale follia linguistica di una famiglia bilingue

Siamo una famiglia bilingue: io sono di madrelingua italiana, mio marito tedesca. Fra di noi parliamo prevalentemente tedesco. Mio marito parla tedesco con i bambini, io cerco di parlare il più possibile italiano.

Quando sono rimasta incinta una delle prime domande che mi sono posta è stata: riuscirò a far imparare l’italiano ai miei figli?

Proprio durante la gravidanza lessi un libro sul bilinguismo nei bambini che considero preziosissimo e che mi ha accompagnato fino ad ora: Mit zwei Sprachen groß werden di Elke Montanari.

Quando è nata mia figlia mi sforzavo di parlarle in italiano, benché per noi la lingua parlata in famiglia fosse il tedesco. All’inizio mi sentivo quasi a disagio a parlare con qualcuno che non poteva rispondermi… poi un giorno mi resi conto che davvero mi capiva e compresi che i miei sforzi davano dei frutti: le parlavo di un pesciolino e lei con un ditino indicò il quadretto del pesce appeso alla parete. Una delle prime parole che iniziò a ripete, fu “birba”, anzi “bibba”… colpa mia: le dicevo sempre che era una birba.

Gnappetta (8 anni) ha sempre appreso le due lingue parallelamente: quello che riusciva a dire in tedesco riusciva a dirlo anche in italiano. Tuttavia l’italiano per lei è sempre stato seconda lingua, anzi con l’andare del tempo il tedesco è progredito più velocemente. Oggi riesce a esprimere praticamente tutto in italiano (a meno che non si faccia prendere dalla pigrizia ;)), in tedesco però lo dice meglio e più correttamente.

Biscotto (3 anni e mezzo) ha stentato un po’ a tirar fuori le prime parole in italiano e per lungo tempo sono rimaste solo semplici parole isolate. Col tedesco ha iniziato presto. Per lui la struttura linguistica è esclusivamente tedesca, salvo poi sforzarsi di piazzarci dentro un paio di parole italiane quando parla con me (tesoro!). Da quando ha compiuto 3 anni è stato per due volte a stretto contatto con l’italiano: una volta in Italia per 10 giorni, un’altra una settimana con i nonni italiani qui. In entrambi i casi ha fatto grandi progressi: dalle singole parole è passato a brevi frasette. Adesso confidiamo nelle quattro settimane di mare la prossima estate.

Un dato curioso è che nelle prime fasi di apprendimento Gnappetta tendeva a comprimere le parole: callo (cavallo), betta (bicicletta), matte (matite), putto (prosciutto), maggio (formaggio), occai (occhiali) e così via. Biscotto al contrario le allungava: mirtitillo (mirtillo), cararota (carota), vattetenne (vattene – utilissimo quando la sorella rompe), mototore (motore) e via di seguito.

Con la sintassi hanno avuto tutti e due il loro bel da fare. Un classico sono le frasi col verbo alla fine, che mi sembra sempre di parlare con Montalbano: “Io via ‘ndata”, “Io mela mangia”, “Io ciuccio vole” (Gnappetta), “Mamma, du sollst questo prendere”, “Nonna, ich habe biciletta imparato” e via di questo passo.

Una vera e propria chicca sono le creazioni interlinguistiche: il Fussino, schnappa/schnappato, la Kucca, l’Aucco, eingewitet, manere, le Lisken, gecrescht.

E che dire di questi: “Ich will Salz hören” (voglio sentire il sale – inteso come assaggiare), “Der Salat geht mir nicht” (l’insalata non mi va), “Queste calze non sono molto cicciottine” (dick – pesanti). Splendidi: “Mamma, ti ho bene” e “Mamma, ti ho bravo” (mamma, ich habe dich lieb – e qui come fai a correggerli…).

E voi? Che famiglia bilingue siete? Come stanno imparando a parlare i vostri figli?

 

Francesca

Storie in valigia – interpreti e draghi

11 febbraio 2020

Il secondo appuntamento dell’anno si è svolto in barba all’uragano Sabine che non è riuscito a fermare i nostri piccoli, appassionati viaggiatori.

Per la prima lettura di oggi abbiamo scelto La lingua speciale di Uri, un albo di David Grossmann, grande scrittore per bambini e adulti, nell’adattamento che ne ha fatto Pianca Pitzorno per la lingua italiana, edito da Mondadori. Chi meglio di un fratellone di 5 anni, non ancora grande ma nemmeno più tanto piccolo, può far da interprete tra il fratellino Uri e gli adulti, che la lingua dei piccoli ormai non la capiscono più? Una lettura divertente fra le frasi monoconsonantiche di Uri e le strampalate interpretazioni dei genitori – per fortuna ci ha aiutato Yonatan a ritrovare le chiavi. Abbiamo concluso con un giro sulla macchina del capo… che come sempre aveva un pssss nella gomma.

Nella seconda lettura, con il vento e la pioggia che imperversavano fuori creando una perfetta “aria da fine del mondo”, ci siamo avventurati sulla cima di una montagna rocciosa fino a un nido di sassi e ci siamo immersi nel mondo dei draghi con Carlo alla scuola per draghi di Alex Cousseau e Philippe-Henri Turin, edizioni Motta Junior. Le splendide illustrazioni, ricchissime di dettagli e di draghi di ogni genere, ci hanno accompagnato nella lettura di una storia toccante e divertente sulla forza di rimanere se stessi e perseguire i propri obiettivi a dispetto dell’ostilità e della diffidenza di chi ci vorrebbe diversi. Dopo la lettura abbiamo parlato di draghi e osservato altri albi a tema, concludendo con i nostri personali e coloratissimi disegni.

Dopo le letture anche noi, come Carlo, siamo volati via, cresciuti di qualche centimetro, allontanandoci “nell’orizzonte pieno di promesse”… fino alla prossima avventura!