Crescere bilingui – motivazione e contatto con la lingua

Come favorire il bilinguismo nei bambini
È senz’altro vero che i bambini imparano con facilità e che, esposti a due lingue fin dall’infanzia, le assimilano entrambe. Tuttavia è anche vero che l’apprendimento dipende dal grado di esposizione alle due lingue: più sentono una lingua e più interagiscono con essa, maggiore e migliore ne sarà l’apprendimento.
Quindi sicuramente non guasta dare qualche “aiutino”. Vediamo allora come possiamo aiutare i nostri figli a crescere bilingui e a coltivare anche quella delle due lingue che rimane più “debole”.

La motivazione
Per usare una lingua – come per fare tante altre cose – i bambini hanno bisogno di un motivo forte, hanno bisogno di avere la sensazione di poter “fare” qualcosa usando quella lingua, di poter raggiungere un obiettivo che usando l’altra lingua non raggiungerebbero. Ad esempio giocare a nascondino con un cuginetto in Italia, imparare a costruire una fionda insieme al nonno, preparare la crostata insieme alla nonna, ma anche ascoltare la lettura di un libro che c’è “solo” in italiano (quantomeno qui in casa nostra e in questo momento). Gli adulti di motivazioni ne vedono ben altre pensando alla scuola e al mondo del lavoro, ma per i bambini la prospettiva di lavorare in un’azienda di import-export non è molto convincente: meglio concentrarci sul loro mondo e sul presente.
La neurodidattica ha scoperto già da tempo che una delle motivazioni migliori per imparare è il divertimento – sia per gli adulti che per i bambini. Semplificando si potrebbe dire che quando ci divertiamo il cervello è più disposto a lasciar passare informazioni e a memorizzarle (per chi insegna lingue è illuminante il libro di Marion Grein Neurodidaktik – Grundlagen für Sprachlehrende, edito da Hueber; illuminanti e molto divertenti sono anche i suoi seminari di neurodidattica – divertenti, appunto per imparare meglio).
Dunque per favorire l’apprendimento è bene creare situazioni in cui i bambini si sentono a proprio agio, in cui l’atmosfera è rilassata e ci si diverte insieme. Al contrario è sconsigliabile forzarli o imporgli di parlare italiano quando non vogliono: si rischia di creare un’atmosfera tesa e di metterli sotto pressione; e quindi di nuocere all’apprendimento causando l’associazione dell’italiano a qualcosa di negativo.
Inoltre ai bambini, in generale, piace essere come gli altri e in alcuni casi la consapevolezza di parlare un’altra lingua può farli sentire “diversi” e portarli al rifiuto. Per questo è importante mostrargli che non sono gli unici, che a scuola e fra gli amici ci sono altri bambini che parlano più lingue, e che anche molti degli adulti che li circondano sono bilingui – a partire dai genitori, ma forse anche qualche maestra, l’allenatore di calcio o l’insegnante di pianoforte. Questo li può aiutare a trovare dei modelli a cui ispirarsi e a sentirsi parte di un gruppo.

Il contatto con la lingua e la cultura
È fondamentale stabilire un rapporto positivo con entrambe le lingue e le culture, valorizzandone le particolarità e anche le differenze. Creare dei momenti d’incontro con altri bambini italiani può far nascere delle amicizie e – indipendentemente dal fatto che i bambini fra loro parlino italiano – contribuire ad associare l’essere italiano a un sentimento forte e positivo come l’amicizia. Anche frequentare manifestazioni, mostre e feste che hanno a che fare con l’Italia aiuta i bambini a scoprirne la cultura e offre ai genitori lo spunto per parlare con loro di temi di cui altrimenti non si sarebbe discusso – una mostra su Leonardo da Vinci, la rappresentazione teatrale di Pinocchio, un concerto di musica italiana.
Abitare in una grande città è sicuramente un vantaggio da questo punto di vista: ci sono più manifestazioni  culturali, più occasioni di incontrare italiani, e molte grandi e medie città hanno un istituto italiano di cultura o un centro di cultura italiana a cui poter fare riferimento. Chi vive nei piccoli centri deve faticare un po’ di più per creare delle occasioni di vivere la lingua e la cultura italiane fuori casa. In questo un prezioso aiuto può essere offerto dai social network, grazie ai quali si può entrare in contatto con altri italiani che abitano nelle vicinanze e organizzare privatamente degli incontri. Negli ultimi anni in particolare su facebook sono nati molti gruppi dedicati alle famiglie italiane con bambini residenti in Germania e attraverso di essi molti genitori hanno organizzato autonomamente gruppi di gioco per i propri figli, o incontri per parlare e fare altre attività in italiano, dallo sport alla cucina, dalla visita di musei alla lettura.

Articolo di Francesca Parenti | aprile 2020
Pubblicato la prima volta sulla rivista online Il Deutsch-Italia

I pirati di Lubecca – libri bilingui illustrati scritti dai bambini per i bambini e scaricabili gratuitamente

Un gruppo di bambini inventa una storia fantastica, poi la scrive e la disegna. Professionisti e amanti della scrittura la traducono nelle loro lingue e la storia arriva in Paesi vicini e lontani – fra i deserti dell’Africa, sulle montagne del Sudamerica, fra le foreste dell’Asia e proprio qui, dietro l’angolo.

Bilingual picturebooks è un progetto nato nel 2013 all’interno dell’associazione Bücherpiraten e.V. di Lubecca. Lo scopo dell’associazione – cha ha sede in uno splendido palazzo nel centro storico di Lubecca – è diffondere la lettura e la letteratura fra i bambini e i ragazzi. Lo fa con un’attività instancabile e inesauribile di gruppi di scrittura, di lettura e di gioco, festival di letteratura, workshop di teatro e di registrazione di audiolibri, mostre, letture, incontri con gli autori, e molto altro.

I libri illustrati bilingui hanno il doppio effetto di promuovere la lettura e la scrittura fra i bambini che li scrivono e fra quelli che li leggono. I Bücherpiraten organizzano periodicamente gruppi di bambini – ad esempio come campi scuola durante le vacanze – che in una settimana producono un albo illustrato. Il gruppo viene guidato da un pedagogo che dà ai ragazzi delle coordinate in cui muoversi e accompagna il lavoro creativo. Si sceglie il tema, si definiscono i personaggi e le azioni, poi ogni ragazzo scrive una pagina della storia e la illustra con una tecnica prestabilita. A lavoro finito i piccoli autori possono tenere in mano con orgoglio il proprio libro.
A questo punto inizia la seconda parte del progetto: i testi scritti dai ragazzi vengono affidati a traduttori e revisori, professionali o volontari, per la traduzione nelle lingue più diverse – dall’inglese all’arabo, dal cinese al lituano, dal tigrino all’italiano. I libri con le rispettive traduzioni vengono caricati sul sito internet dell’associazione e messi a disposizione per essere scaricati gratuitamente. È anche possibile scegliere diversi formati, dalla stampa fronte-retro alla rilegatura in alto per consentire di farne dei veri e propri libri da adattare alle diverse esigenze. Una delle particolarità del progetto è che il download dei libri è sempre in versione bilingue e che la combinazione linguistica può essere scelta fra tutte quelle disponibili. In questo modo è possibile costruirsi un libro adatto alle proprie necessità e al proprio bilinguismo. Quindi i lettori italiani che desiderano scaricare i libri potranno affiancare al testo italiano la versione tedesca oppure un’altra versione fra quelle offerte.
Questo progetto è nato dal desiderio di mettere a disposizione di ogni bambino un libro illustrato nella propria lingua, includendo anche quei bambini che parlano lingue di bassa diffusione nelle quali non si pubblicano (o si pubblicano pochi) libri per l’infanzia, e coloro che per mancanza di mezzi finanziari o logistici non hanno accesso alla letteratura per bambini.
Il sito raccoglie ormai una dozzina di titoli fantasiosi e divertenti a disposizione di chi li vuole scaricare, e periodicamente si aggiungono nuovi progetti.
Il primo libro pubblicato all’interno del progetto Bilingual Picturebooks è Schokokuchen auf Hawai (Torta al cioccolato alle Hawai) scaricabile in tedesco, inglese, spagnolo, russo, francese, italiano,  arabo, cinese, frisone, albanese,  sloveno, siswati, estone, danese, tigrino, lingua basso-tedesca, alto alemanno, dialetto bernese, finlandese, ucraino, portoghese, svedese, dari, lettone, croato, slovacco, polacco, farsi, catalano, greco, olandese, serbo, armeno, ceco, rumeno e turco. 

Il progetto è finanziato da diverse fondazioni e dalle donazioni di associazioni e persone private; ne è ambasciatrice la celebre autrice di libri per ragazzi Kirsten Boie.

Jedes Kind muss lesen lernen – Ogni bambino deve imparare a leggere

Secondo i risultati dello studio internazionale IGLU del 2016, in Germania quasi un quinto dei bambini che hanno concluso la scuola primaria non è in grado di leggere un testo comprendendone il significato. Si tratta del fenomeno definito analfabetismo funzionale.
In risposta a questi dati e alle conseguenze che comportano, Kirsten Boie, celebre scrittrice di libri per bambini e ragazzi, con il sostegno di un gruppo di personalità amburghesi, ha dato il via all’iniziativaJedes Kind muss lesen lernen” (ogni bambino deve imparare a leggere).  Si tratta di una petizione che chiede alla politica interventi concreti per promuovere la lettura all’interno della scuola e sostenere i bambini che hanno difficoltà. “Chi, alla conclusione della scuola primaria, non è in grado di leggere comprendendo il testo non imparerà a farlo nella scuola secondaria. A quel punto, infatti, la capacità di leggere viene considerata come presupposto acquisito” si legge nella petizione.

Ma davvero leggere è ancora così importante? Veramente una volta usciti da scuola abbiamo bisogno di leggere? Al giorno d’oggi grazie a Siri, Alexa e alle funzioni di lettura e dettatura automatica si può gestire uno smartphone, farsi leggere un testo online, persino scrivere.
Proprio in questi giorni è uscito un libricino di Kirsten Boie, Das Lesen und ich, edito da Oetinger, che oltre ad essere una dichiarazione d’amore per la lettura e a ripercorrere il rapporto che la scrittrice aveva da bambina con i libri, ci spiega perché la lettura continua ad essere fondamentale.
“La lettura è ancora oggi la base per tutto il resto: per prendere la patente, per affrontare un corso di formazione professionale […]. La lettura è la cruna dell’ago per accedere alla società” ed è fondamentale per la democrazia. E poi la lettura sviluppa la fantasia e l’intelligenza, ci rende più empatici, ci permette di vivere mille avventure e di sperimentare mille vite comodamente seduti al sicuro sul nostro divano; i libri consolano e divertono, sono compagni discreti e poco invadenti, ma sempre pronti ad accoglierci rispettando i nostri tempi.
Affinché anche i bambini delle nuove generazioni abbiano la possibilità di vivere queste esperienze devono innanzi tutto imparare a leggere, crearsi la propria cassetta degli attrezzi, e poi potranno godere della lettura e volare fra le pagine di un libro.

Si può sostenere il progetto sottoscrivendo la petizione: https://www.change.org/p/jedes-kind-muss-lesen-lernen

Le citazioni sono tratte da: Kirsten Boie, Das Lesen und ich, Verlag Friedrich Oetinger, 2019

Di cararote e fussini: la normale follia linguistica di una famiglia bilingue

Siamo una famiglia bilingue: io sono di madrelingua italiana, mio marito tedesca. Fra di noi parliamo prevalentemente tedesco. Mio marito parla tedesco con i bambini, io cerco di parlare il più possibile italiano.

Quando sono rimasta incinta una delle prime domande che mi sono posta è stata: riuscirò a far imparare l’italiano ai miei figli?

Proprio durante la gravidanza lessi un libro sul bilinguismo nei bambini che considero preziosissimo e che mi ha accompagnato fino ad ora: Mit zwei Sprachen groß werden di Elke Montanari.

Quando è nata mia figlia mi sforzavo di parlarle in italiano, benché per noi la lingua parlata in famiglia fosse il tedesco. All’inizio mi sentivo quasi a disagio a parlare con qualcuno che non poteva rispondermi… poi un giorno mi resi conto che davvero mi capiva e compresi che i miei sforzi davano dei frutti: le parlavo di un pesciolino e lei con un ditino indicò il quadretto del pesce appeso alla parete. Una delle prime parole che iniziò a ripete, fu “birba”, anzi “bibba”… colpa mia: le dicevo sempre che era una birba.

Gnappetta (8 anni) ha sempre appreso le due lingue parallelamente: quello che riusciva a dire in tedesco riusciva a dirlo anche in italiano. Tuttavia l’italiano per lei è sempre stato seconda lingua, anzi con l’andare del tempo il tedesco è progredito più velocemente. Oggi riesce a esprimere praticamente tutto in italiano (a meno che non si faccia prendere dalla pigrizia ;)), in tedesco però lo dice meglio e più correttamente.

Biscotto (3 anni e mezzo) ha stentato un po’ a tirar fuori le prime parole in italiano e per lungo tempo sono rimaste solo semplici parole isolate. Col tedesco ha iniziato presto. Per lui la struttura linguistica è esclusivamente tedesca, salvo poi sforzarsi di piazzarci dentro un paio di parole italiane quando parla con me (tesoro!). Da quando ha compiuto 3 anni è stato per due volte a stretto contatto con l’italiano: una volta in Italia per 10 giorni, un’altra una settimana con i nonni italiani qui. In entrambi i casi ha fatto grandi progressi: dalle singole parole è passato a brevi frasette. Adesso confidiamo nelle quattro settimane di mare la prossima estate.

Un dato curioso è che nelle prime fasi di apprendimento Gnappetta tendeva a comprimere le parole: callo (cavallo), betta (bicicletta), matte (matite), putto (prosciutto), maggio (formaggio), occai (occhiali) e così via. Biscotto al contrario le allungava: mirtitillo (mirtillo), cararota (carota), vattetenne (vattene – utilissimo quando la sorella rompe), mototore (motore) e via di seguito.

Con la sintassi hanno avuto tutti e due il loro bel da fare. Un classico sono le frasi col verbo alla fine, che mi sembra sempre di parlare con Montalbano: “Io via ‘ndata”, “Io mela mangia”, “Io ciuccio vole” (Gnappetta), “Mamma, du sollst questo prendere”, “Nonna, ich habe biciletta imparato” e via di questo passo.

Una vera e propria chicca sono le creazioni interlinguistiche: il Fussino, schnappa/schnappato, la Kucca, l’Aucco, eingewitet, manere, le Lisken, gecrescht.

E che dire di questi: “Ich will Salz hören” (voglio sentire il sale – inteso come assaggiare), “Der Salat geht mir nicht” (l’insalata non mi va), “Queste calze non sono molto cicciottine” (dick – pesanti). Splendidi: “Mamma, ti ho bene” e “Mamma, ti ho bravo” (mamma, ich habe dich lieb – e qui come fai a correggerli…).

E voi? Che famiglia bilingue siete? Come stanno imparando a parlare i vostri figli?

 

Francesca

Storie in valigia – interpreti e draghi

11 febbraio 2020

Il secondo appuntamento dell’anno si è svolto in barba all’uragano Sabine che non è riuscito a fermare i nostri piccoli, appassionati viaggiatori.

Per la prima lettura di oggi abbiamo scelto La lingua speciale di Uri, un albo di David Grossmann, grande scrittore per bambini e adulti, nell’adattamento che ne ha fatto Pianca Pitzorno per la lingua italiana, edito da Mondadori. Chi meglio di un fratellone di 5 anni, non ancora grande ma nemmeno più tanto piccolo, può far da interprete tra il fratellino Uri e gli adulti, che la lingua dei piccoli ormai non la capiscono più? Una lettura divertente fra le frasi monoconsonantiche di Uri e le strampalate interpretazioni dei genitori – per fortuna ci ha aiutato Yonatan a ritrovare le chiavi. Abbiamo concluso con un giro sulla macchina del capo… che come sempre aveva un pssss nella gomma.

Nella seconda lettura, con il vento e la pioggia che imperversavano fuori creando una perfetta “aria da fine del mondo”, ci siamo avventurati sulla cima di una montagna rocciosa fino a un nido di sassi e ci siamo immersi nel mondo dei draghi con Carlo alla scuola per draghi di Alex Cousseau e Philippe-Henri Turin, edizioni Motta Junior. Le splendide illustrazioni, ricchissime di dettagli e di draghi di ogni genere, ci hanno accompagnato nella lettura di una storia toccante e divertente sulla forza di rimanere se stessi e perseguire i propri obiettivi a dispetto dell’ostilità e della diffidenza di chi ci vorrebbe diversi. Dopo la lettura abbiamo parlato di draghi e osservato altri albi a tema, concludendo con i nostri personali e coloratissimi disegni.

Dopo le letture anche noi, come Carlo, siamo volati via, cresciuti di qualche centimetro, allontanandoci “nell’orizzonte pieno di promesse”… fino alla prossima avventura!

Storie in valigia – in viaggio con la fantasia

14 gennaio 2020

Nel 2020 ricorre il centenario della nascita del grande amico e maestro di tutti i bambini, Gianni Rodari, così abbiamo voluto inaugurare la prima lettura dell’anno con la sua Filastrocca di Capodanno per augurare a tutti “una faccia sorridente”.

Per la prima lettura abbiamo scelto “Cosa c’è nella tua valigia?” di Chris Naylor-Ballesteros, edito da Terre di Mezzo, un albo delicato cha affronta con semplicità e immediatezza i temi della diffidenza verso l’altro e dell’accoglienza. Abbiamo conosciuto lo strano animale venuto da lontano con una valigia un po’ come la nostra e lo abbiamo accompagnato alla ricerca di un nuovo posto nel mondo. Poi abbiamo affrontato un vero e proprio viaggio fra le culture vicine e lontane osservando le fotografie di tante case diverse dalle nostre, alcune davvero inconsuete e curiose.

Grazie a “La montagna di libri più alta del mondo” di Rocio Bonilla, edito da Valentina Edizioni, abbiamo scoperto che si può volare anche senza ali e che grazie ai libri la nostra fantasia ci può portare ovunque: nella pancia della balena, nella giungla con Mowgli, sul grattacielo ad aspettare King Kong e in qualunque altro posto si trovi fra le pagine di un libro. Dopo la lettura abbiamo costruito la nostra personalissima montagna di libri preferiti e alla fine con le pagine di vecchi libri abbiamo realizzato tanti aereoplanini (e jet supersonici) per volare sulle ali della lettura.

E ognuno è partito a cavallo del proprio aereo letterario…

Storie in valigia – C’è aria di Natale…

8 dicembre 2019

Oggi all’Istituto di Cultura di Amburgo c’è la Festa della lettura e del Natale.
Ad aspettarci troviamo tanti amici che già conosciamo, ma anche molte famiglie nuove che non riescono a venire agli incontri in settimana.

Abbiamo scelto una sola lettura, un po’ più lunga degli albi che leggiamo di solito: Il Grinch, del Dr. Seuss, edito da Mondadori. È appena arrivato dall’Italia nella mia valigia, procuratoci a gran velocità e davvero in extremis dalla libreria Il Soffiasogni di Albano Laziale.
Lettura in rima dal ritmo incalzante che tiene tutti col fiato sospeso: riuscirà il vecchio furbacchione a “trovare un modo efficiente per bloccare la festa di tutta questa gente”? Per facilitare la comprensione dei nostri ascoltatori bilingui abbiamo preparato tavole illustrate interattive, qualche oggetto e un bel costume di Babbo Natale.
A fine lettura, tranquillizzati dal ravvedimento del Grinch, ci siamo gustati la merenda offerta dall’Istituto con sottofondo di musica natalizia, tradizionale e moderna.

Nella seconda ora ci siamo scatenati in un’appassionante tombola dei libri: 56 titoli fra quelli letti finora negli incontri delle Storie in valigia, del Circolino dei folletti e dell’Arca dei cuccioli, e anche qualche bella novità da leggere in futuro – che meraviglia sentire l’entusiasmo dei bambini nel riconoscere i libri già letti!
I premi della tombola, gentilmente offerti dall’Istituto e procuratici dalla Libreria dei Ragazzi di Milano, erano ovviamente libri! E poi tutti i partecipanti hanno portato a casa un pandorino e il segnalibro delle Storie in valigia.

Con l’augurio di trovare sotto l’albero di Natale tanti libri appassionanti, vi diamo appuntamento al nuovo anno con le Storie in valigia 2020!

Storie in valigia al Bundesweiter Vorlesetag

15 novembre 2019

Questa è stata una giornata speciale. Siamo uscite dalla comfort zone per avventurarci in una lettura diversa.

In occasione della giornata nazionale della lettura ad alta voce la nostra valigia è approdata in una scuola primaria amburghese. Davanti a un gruppetto di 11 bambini abbiamo proposto la nostra prima lettura bilingue!
Abbiamo scelto La grande fabbrica delle parole / Die große Wörterfabrik, di Agnès de Lestrade e Valeria Docampo, un testo che ormai conosciamo bene e che ci è sembrato adatto a una lettura che tematizzasse il bilinguismo.

L’attenzione e la partecipazione dei bambini sono state fantastiche. Benché solo due di loro parlassero italiano, una buona parte degli ascoltatori era comunque bilingue. La Grande fabbrica delle parole li ha conquistati e ci ha dato modo di parlare delle lingue che imparano a scuola, di quelle che parlano in famiglia e delle lingue del mondo.
Poi ci siamo divertiti a fabbricare le nostre strisce con le parole più preziose in tutte le lingue che conosciamo e lì è stato un fiume in piena: parole tedesche, inglesi, portoghesi, turche, russe e francesi. I bambini erano davvero orgogliosi di poter condividere con gli altri una parte di sé (la lingua minoritaria) che probabilmente mostrano solo in ambienti familiari. Hanno enormemente apprezzato l’interesse suscitato negli altri e si sono impegnati a spiegarci il significato, la grafia e la pronuncia delle parole a noi sconosciute.

Per noi è stata un’esperienza bellissima che ci ha aperto nuovi orizzonti e confermato che questa è una strada da seguire.

#storieinvaligia

Storie in valigia – Oggi si festeggia!

5 novembre 2019

Oggi c’è aria di compleanni. Ben due ne nasconde la nostra valigia.
Questa volta ci siamo spostate nella biblioteca dell’istituto, fra libri antichi e moderni, un comodo palchetto e un camino che viene quasi voglia di accendere.

Nello scrigno della prima lettura abbiamo trovato ad aspettarci una simpatica pulcetta e Il paese delle pulcette di Beatrice Alemagna, edito da Phaidon. Si trattava proprio della pulcetta grassa che aveva deciso di invitare tutte le pulcette alla sua festa di compleanno. Osservando le diversità fra gli invitati abbiamo scoperto che ognuno nasce come nasce e che è proprio questo il bello. Poi i bambini ci hanno accompagnato a sfogliare l’album di fotografie dell’avventuroso fine settimana delle pulcette. Per concludere abbiamo ballato e cantato con la musica di un fantastico mandarino-giradischi.

La valigia della seconda lettura era piena zeppa di inviti, ghirlande e candeline per preparare la seconda festa di compleanno. C’era perfino un bel pacco regalo. Vediamo chi indovina cosa c’era dentro… un libro. Il disatrosissimo disastro di Harold Snipperpott scritto e illustrato da Beatrice Alemagna e edito da Topipittori. Ci siamo dati un gran daffare per organizzare a Harold quella festa di compleanno che non aveva mai avuto; qualcosa è andato storto quando gli animali dello zoo hanno cominciato a girare per casa, ma poi Harold li ha portati tutti al parco e lì finalmente abbiamo potuto concludere con torta, candeline e una bella canzone di auguri!

I genitori di Harold hanno imparato un po’ di umanità e soprattutto a dare dei meravigliosi baci della buonanotte… qualcuno di certo sarà toccato anche ai nostri bimbi viaggiatori.

Storie in valigia – La parola alle parole

1° ottobre 2019

L’istituto questa volta ci ha accolto in una cornice emozionante, tra le magnifiche tavole di Tuono Pettinato, ospite della mostra inaugurata quasi in contemporanea.

Per le letture di oggi abbiamo scelto il tema delle parole con due cavalli di battaglia delle nostre precedenti esperienze di lettura.

Ripetiamo la nostra cornice che ormai ci accompagnerà anche in futuro e nello scrigno troviamo alcuni oggetti che ci annunciano la storia di oggi: Se vede una scala Ninetta curiosa… di Alfa Beta e Svjetlan Junakovic, edito da Carthusia, già sperimentato da Silvia negli incontri del Circolino.
Ci avventuriamo con Ninetta su una scala imprevedibile, accompagnati da rime fantasiose che animano i nostri piccoli ascoltatori a indovinare le parole e completare le strofe. Su ogni gradino conosciamo una lettera dell’alfabeto italiano e capiamo che esistono delle “escluse” da coinvolgere in un grande girotondo.

Per trovare il libro della seconda lettura i nostri bimbi viaggiatori devono prima risolvere un enigma e fare una piccola caccia al tesoro. Ben nascosto e impacchettato, scoprono La grande fabbrica delle parole di Agnès de Lestrade e Valeria Docampo, edito da Terre di Mezzo, uno dei cavalli di battaglia delle letture dell’Arca dei cuccioli.
È un racconto poetico che incanta. Grazie a Phileas e Cybelle capiamo che le parole sono preziose e hanno un peso, per questo sono importantissimi il momento e il contesto in cui le pronunciamo. Dopo la lettura filosofiamo sul valore delle parole, e ogni bimbo sceglie la parola per lui più preziosa. Per concludere tiriamo fuori una macchina speciale, arrivata direttamente dal Paese della grande fabbrica e ogni bimbo fabbrica la sua parola del cuore!

Stasera a cena avremo tutti almeno una parola da dire alle nostre famiglie…

#storieinvaligia